Sì, è possibile partire da un paese di provincia ed arrivare oltre ciò che è visibile, fare come Icaro, che spalancando le sue ali fragili, ci dimostra che possiamo migliorare noi stessi, che è possibile immaginare un presente e un futuro diversi. Migliorando noi stessi migliora anche il nostro territorio e la nostra collettività.
Regia e montaggio: Nam Ramellini
Testi: Roberto Zaccagnini
Musiche: Matteo Scannicchio
Direttore di Produzione: Marco Cappa
Quando abbiamo immaginato 𝗠𝗔𝗟𝗔𝗙𝗘𝗦𝗧𝗔, l’idea era questa: costruire un palco che non fosse soltanto il nostro. Un luogo di incontro, in cui musiche, storie e percorsi diversi potessero entrare gli uni dentro gli altri e dare vita a qualcosa che non esiste prima e non esisterà più nello stesso modo dopo.
Il 3 ottobre, a Il Casale Malatesta, il concerto dell’Orchestra del Paese Immobile vedrà la presenza di quattro ospiti speciali:
𝗠𝗔𝗥𝗜𝗡𝗔 𝗥𝗘𝗜
𝗭𝗘𝗥𝗢 𝗔𝗦𝗦𝗢𝗟𝗨𝗧𝗢
𝗠𝗔𝗧𝗧𝗘𝗢 𝗔𝗟𝗜𝗘𝗡𝗢
𝗣𝗜𝗢𝗧𝗧𝗔
Quattro incontri, quattro mondi musicali differenti.
Avremo il privilegio di condividere con loro il palco per qualche brano, contaminandolo e reinventandolo per questa occasione speciale.
Dalle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟯:𝟬𝟬 apriamo le porte di MALAFESTA. Nel giardino e nel bosco, stand enogastronomici e il DJ set di 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱𝗲 𝗕𝗼𝗿𝗿𝗶 accompagneranno accompagneranno la prima parte della giornata.
Alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟲:𝟬𝟬 inizia il live dell’𝗢𝗿𝗰𝗵𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲 𝗜𝗺𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗲, con le partecipazioni speciali di Marina Rei, Zero Assoluto, Piotta e
Matteo Alieno,, chiamati a condividere con noi alcuni brani e a dare vita a incontri musicali pensati appositamente per questo momento unico.
Portate un telo: Malafesta sarà anche il posto giusto per il vostro picnic.
L'album eponimo dell'Orchestra del Paese Immobile è pubblicato da La Grande Onda e distribuito da Believe sulle piattaforme digitali, e da Discoteca Laziale in tutti i negozi di dischi.
Un disco in movimento, 14 storie di paese che raccontano Velletri, il suo territorio e la sua cultura. Le sonorità seguono questo flusso, oscillando tra un approccio sinfonico e il puro punk. Gli strumenti popolari dialogano con batteria, drum machine e sintetizzatori. Archi e strumenti a fiato sono sia protagonisti che comprimari. Gli arpeggi delle chitarre si trasformano in distorsioni psichedeliche e i testi in dialetto veliterno rendono queste canzoni ancora più intime e istintive.